Matteo 16,13-20

13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». 14 Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa... ». 

 

La “Porta degli Inferi” di Hierapolis portata alla luce da archeologi italiani

20-3-2013

Una spedizione archeologica dell’Università del Salento ha finalmente rinvenuto nell’antica Hierapolis di Frigia la “Porta degli Inferi” di cui parlano diversi autori dell’Antichità.

La scoperta è stata eseguita dal team guidato dal prof. Francesco D’Andria, responsabile degli scavi nella città ellenistico-romana, le cui rovine si trovano in Turchia vicino al Comune di Pamukkale. E’ stato lo stesso D’Andria a comunicare il ritrovamento, nel corso di un convegno sull’archeologia promosso dall’ambasciatore in Turchia Giampaolo Scarante. 

Come spiegato dallo stesso D’Andria, i ricercatori hanno seguito gli indizi seguendo le tracce contenute nell’abbondante letteratura dell’epoca, risalendo fino a una grotta il percorso di una sorgente termale, constatando che in quella zona si raccoglievano cadaveri di uccelli morti.

Secondo i racconti dei viaggiatori dell’epoca, tori erano sacrificati a Plutone davanti ai pellegrini nel Plutonium. Gli animali erano condotti dai sacerdoti davanti all’ingresso di una grotta da dove usciva un fumo mefitico e lì morivano soffocati.

La Porta degli Inferi, o di Plutone, il signore dell’Ade (Ploutonion in greco, Plutonium in latino), secondo la mitologia e le tradizione greco-romana, era il luogo da cui si aveva accesso all’ade. Del Plutonium di Hierapolis hanno scritto fra gli altri Cicerone e il grande geografo greco Strabone, che l’avevano visitato. 

Era una celebre meta di pellegrinaggio nell’Antichità. I sacerdoti sacrificavano tori a Plutone portandoli davanti all’ingresso di una grotta da cui uscivano gas velenosi. I tori morivano soffocati davanti ai pellegrini arrivati da tutto il mondo ellenistico, poi romano.

Dalla grotta, infatti, fuoriuscivano fumi tossici di origine naturale. Nelle sue cronache Strabone racconta stupito di avere comprovato che proprio lì ci si avviava verso gli Inferi, gettando una manciata di uccellini verso l’ingresso della rotta, i quali subito caddero a terra fulminati.